Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post
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lunedì 26 luglio 2010
mercoledì 23 giugno 2010
Mi sto perdendo un po' troppa roba...
Pur non essendo ancora riuscito a vedere Tokyo Gore Police, sono stato catturato da un nuovo trailer.
Questo qua:
Appena riesco, visiono e vi dico...
Ma sembra già un capolavoro!
Questo qua:
Appena riesco, visiono e vi dico...
Ma sembra già un capolavoro!
mercoledì 21 aprile 2010
mercoledì 3 marzo 2010
Scene by scene (2)!
Dopo "Una vita al massimo", è il momento di cambiare genere.
A cavallo degli anni '80, '90, mentre le reti Fininvest si palleggiavano Sly e Schwarzy, mi ero fossilizzato sulle gesta iperviolente e Mauriziomerlesche di Marion Cobretti...
Ma quanto era bella la voce del buon Ferruccio?
A cavallo degli anni '80, '90, mentre le reti Fininvest si palleggiavano Sly e Schwarzy, mi ero fossilizzato sulle gesta iperviolente e Mauriziomerlesche di Marion Cobretti...
Ma quanto era bella la voce del buon Ferruccio?
giovedì 18 febbraio 2010
Scene by scene (1)!
Finchè You Tube mi supporterà, ho deciso che, di tanto in tanto, posterò le scene che non mi stancherei mai di rivedere.
Si parte con "Una vita al massimo" (True Romance, 1993, Tony Scott).
Sceneggiatura di Quentin Tarantino. Cast stellare.
Loro due, su tutti...
Si parte con "Una vita al massimo" (True Romance, 1993, Tony Scott).
Sceneggiatura di Quentin Tarantino. Cast stellare.
Loro due, su tutti...
lunedì 15 febbraio 2010
Raffreddatissimo...

Tipo che se mi dimenticassi di mettere il fazzoletto davanti alla bocca, ogni starnuto potrebbe trasformarsi in uno degli inquietanti ghirigori ematici di Dexter Morgan (solo per l'ampiezza della "rosata", eh... non è che sto schizzando sangue...).
Appena mi rimetto (anche qui, occhio a non immaginarmi mentre mi auto-cannibalizzo) ho due missioni da portare a termine: consegnare la seconda storia di 94 tavole nell'arco di due mesi e andare a vedere "Amabili Resti".
Etcì!
lunedì 1 febbraio 2010
No, dico... ma ci han presi tutti per scemi?

Premessa: non ho visto Paranormal Activity al cinema.
Consiglio: non dovreste farlo neanche voi.
Mi è capitato di dare un'occhiata a questa AUTENTICA CAGATA durante una pausa pranzo di qualche settimana fa.
Non sapevo che fare, ce l'avevo lì. Così l'ho messo su.
I 100 e passa minuti successivi sono trascorsi tra maccheroni di traverso, sproloqui vari e frasi del tipo:
"Ma che ca...?!? Ancora? Basta, dai!!!"
"Adesso succede qualcosa, vero? Vero che succede? Eh?!? Uff!"
"Eccheppalle..."
Ovviamente, Paranormal Activity è finito subito nel dimenticatoio.
Mai avrei pensato di sprecare un post per parlarne. Mai.
Era una roba brutta destinata a rimanere una roba brutta.
Stop.
Invece, in questi giorni, pare che l'abonivole ciofeca - avvicinandosi alle sale nostrane - stia sbancando di là, facendo sfracelli di qua e trallalero trallallà.
Il panzer pubblicitario ha scomodato Spielberg (che l'ha definito "uno dei film più spaventosi dopo Lo Squalo"), violentato il termine low budget e riempito la locandina di strilli assurdi.
"Più spaventoso di un dito in un occhio!"
"Pazuzu ci fa una sega!"
"L'acclamato vincitore del Festival delle Capre Urlanti!"
(oddio, forse non dicono esattamente così...)
Trovo emblematico che il "caso" Paranormal Activity sia scoppiato in concomitanza del Maelstrom 3D di Cameron (dopo il quale, si mormora, "il cinema non sarà più lo stesso") ma, non avendo ancora visto il secondo, mi cucio la bocca e accetto di buon grado il ruolo dell'eretico.
Ad ogni modo, volete spingere una stronzata?
Fatelo.
Paranormal Activity è talmente orrendo (e ridicolo, girato male, sconclusionato, ritmato da un montatore bradipo, patinato nononstante l'apparenza, recitato da cani) che si distruggerà da solo.
Per il momento, noi, i nostri 7 euri e 50 ce li teniamo in saccoccia.
venerdì 8 gennaio 2010
L'ultima casa a sinistra???

Qualche sera fa, tra una tavola e l'altra, ho avuto modo di dare un'occhiata all'inguardabile remake de "L'ultima casa a sinistra".
Che dire? Quali sono gli ingredienti per confezionare un minestrone tanto insipido?
1) Prendere un nasty movie low budget che deve la sua fortuna all'invitante "odorino di nicchia" e caricarlo di dollaroni. Abbastanza per annientarne la libertà e non a sufficienza per trasfromarlo in una superproduzione.
2) Attori improponibili.

Quello a sinistra dovrebbe essere Krug (???).
3) Eliminare completamente la spontaneità del male, infarcendo i primi 45 minuti (quelli che avevano reso grande la pellicola di Craven) con uno pseudo plot poliziesco che non ci azzecca una fava. Se vi capita tra le mani il DVD date un'occhiata al prologo; l'andazzo è quello per tutto il film...
4) Stemperare la violenza facendo finta di non stemperarla.
Per la serie "levo l'eviserazione fulminea della ragazza ma faccio vedere per cinque minuti i tre bastardi che sparano a Mary mentre si allontana a nuoto". Rallenty, violini, inquadrature subacquee, eccetera, eccetera.
Madonna, come mi state sul cazzo!
5) Stravolgere del tutto la seconda parte del film (non mi pronuncio sul finale perchè dovete vederlo. Cos'è, mi devo incazzare soltanto io?)
6) I nuovi signori Collingwood sono credibili come Tremonti che va in snowboard con i NOFX in sottofondo.
Sì, qualche sera fa, tra una tavola e l'altra, ho avuto modo di dare un'occhiata all'inguardabile remake de "L'ultima casa a sinistra".
Che dire? Potevo impiegare meglio la mia pausa.
martedì 6 ottobre 2009
Bastardi senza gloria... ma con classe!

Nel caso non l'aveste ancora visto, ecco dieci motivi per non lasciarsi sfuggire Inglorious Basterds:
1) Perchè è Cinema che si nutre di Cinema.
Che si contorce, attorciglia ed espande fino all'inevitabile incendio finale.
1) Perchè è Cinema che si nutre di Cinema.
Che si contorce, attorciglia ed espande fino all'inevitabile incendio finale.
2) Perchè il citazionismo di Tarantino è diventato ancora più elegante, sofisticato, di classe... e fottutamente arrogante.
3) Perchè Bastardi senza Gloria è una storia che sfrutta la Storia, senza il minimo timore. Genere, Genere e ancora Genere...
4) Perchè ogni scena è un inno al Bel Cinema.
Ognuno troverà la sua preferita, ovvio, ma i primi venti minuti sono da antologia.
5) Perchè sentire due personaggi discutere sul significato di mexican standoff in una taverna piena di spie e nazisti ubriachi è assolutamente folle!
6) Perchè regia e sceneggiatura non vanno mai nella direzione che il pubblico si aspetterebbe (vorrebbe?). D'altronde, qui siamo nel cortile di Quentin e i giocattoli sono suoi...
7) Perchè i dialoghi sono precisi e taglienti senza perdere un grammo della loro proverbiale "musicalità".
8) Perchè Christoph Waltz nel ruolo del colonnello Hans Landa mette i brividi.
9) Perchè Diane Kruger e Mélanie Laurent sono bellissime... e Tarantino si conferma un feticista dei piedi.
10) Perchè siamo a due passi dal capolavoro.
venerdì 2 ottobre 2009
lunedì 21 settembre 2009
Visioni cumulative! Giuntina...

Ah, dimenticavo...
Con colpevolissimo (ma issimo, issimo!!!) ritardo ho visto anche Martyrs.
Molto ma mooolto bello!
Peccato che non sia un torture porn (non a tutti gli effetti, almeno...).
Se i vari Guinea Pig basavano la loro forza sul mero impatto visivo e Hostel si limitava ad accodarsi a un'estetica della morte più grandguignolesca che disturbante, Martyrs attinge ai canoni del genere forte di un'idea che lo pone immediatamente - o meglio, dopo la prima visione - sotto i riflettori di un'altra categoria.
Una categoria più ampia del torture porn.
Credo che l'opera di Laugier rientri a pieno merito nel panorama del cinema estremo, rifuggendone le etichette precise (il ventaglio di sottogeneri presi in esame è decisamente troppo vasto per sacrificarne alcuni a favore di altri).
Così come accadeva per il compianto Alberto Cavallone, d'altronde: dove potrebbero essere collocate pellicole come Blue Movie o Spell?
Al di là delle catalogazioni, comunque, Martyrs è un film solido nella sua intransigenza.
I colpi di scena, seppur telefonati sul QUANDO, sono decisamente spiazzanti sul COSA. Ed è proprio lì la sua forza...
La follia che accompagna Anna e Lucie nella prima parte dell'incubo che le vede protagoniste, viene brutalmente interrotta da una realtà ancor più allucinante a cui non possono sottrarsi.
Né loro, né noi.
Piccola nota a margine.
Come per tutti i nasty movie che si rispettino, anche di Martyrs si paventano edizioni uncut (97 minuti contro i nostri 85) sperdute in chissà quale dungeon.
Leggende metropolitane? Forse...
Visioni cumulative!
aka: alcuni di titolazzi da vedere...
o evitare come la peste!
DEAD SNOW
(2009, Tommy Wirkola)
Dalla Norvegia con furore!
Dopo Kill Buljo (parodia di... indovinate un po' cosa?), Wirkola torna alla carica con uno splatterone d'altri tempi, tutto sangue, grida e humor nero. Questa volta, i "giovincelli da macello" (sempre loro, sì!) si imbattono in un plotone di nazi-zombies che infesta le montagne del grande nord.
Lo strillo che troneggia in locandina è oltremodo eloquente: "Ein! Zwei! DIE!".
Come rinunciarci?
EMBODIMENT OF EVIL
(2008, José Mojica Marins)
Dopo quarant'anni di silenzio, Coffin Joe torna a far parlare di sé.
Lo fa con un film che dovrebbe essere la logica conseguenza di At Midnight I'll take your Soul (1963) e This Night I will possess your corpse (1967), riuscendoci... soltanto a metà.
La tuba è sempre quella, il mantellaccio pure, le unghie ritorte fanno più schifo del solito e il motivo che spinge il buon Zé Do Caixao a disseminare cadaveri a destra e a manca è rimasto invariato.
Questa volta, però, la ricerca della donna in grado di fornirgli il figlio perfetto pecca un po' di mordente. C'è tutto quello che vorremmo ci fosse in un film di Coffin Joe, intendiamoci, ma l'ambientazione moderna - nonostante i frequenti flashback e l'esasperazione dell'aspetto folkloristico/superstizioso dei sobborghi di San Paolo - lascia un po' perplessi.
Le gag del perfido becchino (uscito di prigione dopo aver scontato quarant'anni per omicidio) costretto a confrontarsi con un mondo che non conosce sono carine... ma non molto in linea con il personaggio.
Ad ogni modo, pur trattandosi di un prodotto realizzato "fuori tempo massimo" (la sensazione è questa), la visione rimane caldamente consigliata...
CHAIN REACTION/HOUSE OF BLOOD
(2006, Olaf Ittenbach)
Brutto.
E dire che nella triade dello splatterpunk tedesco, Olaf si è sempre contraddistinto per essere il più efferato (qualcuno ricorda le sequenze finali di Black Past o The Burning Moon?).
Chain Reaction è un filmetto squallido, pretenzioso, senza un briciolo di passione. Il gore è dozzinale (nel senso peggiore del termine), di routine... anche l'ultima ciofeca di Schnaas (Don't wake the Dead), in confronto, ha qualcosa da dire.
L'unica cosa che si salva è il montaggio.
Un po' poco, no?
o evitare come la peste!
DEAD SNOW
(2009, Tommy Wirkola)
Dalla Norvegia con furore!
Dopo Kill Buljo (parodia di... indovinate un po' cosa?), Wirkola torna alla carica con uno splatterone d'altri tempi, tutto sangue, grida e humor nero. Questa volta, i "giovincelli da macello" (sempre loro, sì!) si imbattono in un plotone di nazi-zombies che infesta le montagne del grande nord.
Lo strillo che troneggia in locandina è oltremodo eloquente: "Ein! Zwei! DIE!".
Come rinunciarci?
EMBODIMENT OF EVIL
(2008, José Mojica Marins)
Dopo quarant'anni di silenzio, Coffin Joe torna a far parlare di sé.
Lo fa con un film che dovrebbe essere la logica conseguenza di At Midnight I'll take your Soul (1963) e This Night I will possess your corpse (1967), riuscendoci... soltanto a metà.
La tuba è sempre quella, il mantellaccio pure, le unghie ritorte fanno più schifo del solito e il motivo che spinge il buon Zé Do Caixao a disseminare cadaveri a destra e a manca è rimasto invariato.
Questa volta, però, la ricerca della donna in grado di fornirgli il figlio perfetto pecca un po' di mordente. C'è tutto quello che vorremmo ci fosse in un film di Coffin Joe, intendiamoci, ma l'ambientazione moderna - nonostante i frequenti flashback e l'esasperazione dell'aspetto folkloristico/superstizioso dei sobborghi di San Paolo - lascia un po' perplessi.
Le gag del perfido becchino (uscito di prigione dopo aver scontato quarant'anni per omicidio) costretto a confrontarsi con un mondo che non conosce sono carine... ma non molto in linea con il personaggio.
Ad ogni modo, pur trattandosi di un prodotto realizzato "fuori tempo massimo" (la sensazione è questa), la visione rimane caldamente consigliata...
CHAIN REACTION/HOUSE OF BLOOD
(2006, Olaf Ittenbach)
Brutto.
E dire che nella triade dello splatterpunk tedesco, Olaf si è sempre contraddistinto per essere il più efferato (qualcuno ricorda le sequenze finali di Black Past o The Burning Moon?).
Chain Reaction è un filmetto squallido, pretenzioso, senza un briciolo di passione. Il gore è dozzinale (nel senso peggiore del termine), di routine... anche l'ultima ciofeca di Schnaas (Don't wake the Dead), in confronto, ha qualcosa da dire.
L'unica cosa che si salva è il montaggio.
Un po' poco, no?

mercoledì 2 settembre 2009
martedì 1 settembre 2009
Povero Jason...

Non avendolo visto al cinema, l'altro giorno ho recuperato il DVD dell'ultimo (???) "Venerdì 13" targato Marcus Nispel.
Mi fidavo. Il remake di "Non aprite quella porta", pur non paragonabile al capolavoro Hooperiano, mi era tutt'altro che dispiaciuto.
Questa volta, invece, non appena pigiato il tasto play del telecomando, sono stato catapultato in una valle di lacrime.
La questione è semplice: Jason non è Jason.
Il che è strano se se si considera che Sean Cunningham (il "papà" del ragazzone col machete) ha supervisionato il progetto come al solito.
Ci sta. Lo accetto. Perchè in quel momento, è chiaro che Jason non è Jason!
Se però si decide di tornare a Crystal Lake e fare un mix dei primi capitoli, le cose cambiano.
Occhio che adesso spoilero un po'...
Nel suo habitat naturale, Jason non colpisce con un arco alla John Rambo, non ha l'intelligenza per creare un fitto labirinto di gallerie sotterranee e, soprattutto, non corre. Non corre, mai!
Sono le teenager tettone e ignude a farlo (beh, in quanto a tette, c'è da dire che Nispel ha tenuto fede ai canoni della saga). Jason è un bulldozer, un gigante in salopette inarrestabile!
Non è poliedrico come Freddy. Non ha la carica fetish di Pinhead. E' un cazzo di redneck deforme con un machete.
Punto e basta.
Prossimamente, tanto per farmi del male, darò anche un'occhiata al remake de "L'ultima casa a sinistra".
Brrr...
Restate sintonizzati.
venerdì 24 luglio 2009
Giuda ballerino!
Pare siano cominciate le riprese di Dead of Night, il film basato sul nostranissimo Indagatore dell'Incubo.
Dylan sarà interpretato da Brandon "Superman" Routh.
Impugnerà una Colt Python anzichè il classico "catenaccio".

E il cast potrà fregiarsi della presenza di un attorone rodato come Kurt Angle!

Speriamo solo non nella parte di Groucho....
Dylan sarà interpretato da Brandon "Superman" Routh.


E il cast potrà fregiarsi della presenza di un attorone rodato come Kurt Angle!

Speriamo solo non nella parte di Groucho....
mercoledì 15 luglio 2009
Kill the Nazis!
Nuovo trailer per l'attesissimo Inglorious Basterds:
Aaah, geniaccio di un Quentin...
Aaah, geniaccio di un Quentin...
giovedì 25 giugno 2009
Dear Hollywood...
L'altro giorno stavo smanacciando un po' di DVD per sistemare la libreria.
Ogni volta che mi capita mi perdo tra locandine, date di produzione, visti censura, cast, credits e tutte quelle cose che rendono poco sociale la vita del cinefilo.
Ad ogni modo, mentre separavo gli action movie dagli horror (non so perchè in quel momento, a dire la verità), sono stato colto da una folgorazione.
Voglio assolutamente un film con questi tre insieme!


Che dite, gliela spediamo una letterina a Hollywood?
Ogni volta che mi capita mi perdo tra locandine, date di produzione, visti censura, cast, credits e tutte quelle cose che rendono poco sociale la vita del cinefilo.
Ad ogni modo, mentre separavo gli action movie dagli horror (non so perchè in quel momento, a dire la verità), sono stato colto da una folgorazione.
Voglio assolutamente un film con questi tre insieme!



martedì 9 giugno 2009
Avere... sessant'anni!
lunedì 1 giugno 2009
Un colpo solo...

Ancora magone, ancora occhi lucidi, ancora nostalgia di un cinema scomparso.
Insieme a una manciata di altri titoli ("Toro Scatenato", "Qulcuno volò sul nido del cuculo", "Apocalypse Now", "Taxi Driver", "Scarface"), la tragica odissea pre e post Vietnam di Cimino rispecchia alla perfezione un periodo di Hollywood da incorniciare.
Un periodo di transizione, ferite aperte e rabbiosa voglia di raccontare...
Al di là del box office.
lunedì 6 aprile 2009
Quando i francesi sbroccano...
... sbroccano di brutto!
Ho tirato su il DVD di Frontiers quasi per caso, da un caotico cestone di un altrettanto caotico centro commerciale. Mi aspettavo la solita infornata di teenager goderecci e urlanti alle prese con il boogeyman di turno.
Non mi sbagliavo. Ma neppure ci avevo azzeccato in toto...
Questa volta, la carne da macello (in fuga dopo una rapina), viene "amorevolmente" accolta da una famiglia di cannibali capeggiata da un gerarca nazista. Il corollario di indicibili torture che segue comprende quasi tutto il repertorio conosciuto... e si spinge oltre...
Sostenuto da un intreccio non così sciatto come ci si potrebbe aspettare, il film di Xavier Gens rimastica con sapienza le suggestioni di Eli Roth e Tobe Hooper, integrandole con l'ultraviolenza schizoide tipica delle produzioni - estreme - transalpine (chi ha detto Irreversible e Dobermann?).
C'è qualcosa di malato in questi 96 minuti da incubo. Qualcosa che infastidisce come non accadeva da tempo. La fotografia fredda e viscerale, i chiari riferimenti alle sommosse nelle banlieu, gli azzeccatissimi interpreti, la regia precisa e puntuale... tutto sembra confluire in un micidiale cazzottone allo stomaco che lascia indolenziti anche dopo aver premuto il tasto eject del lettore.
Vedere per credere...
Ho tirato su il DVD di Frontiers quasi per caso, da un caotico cestone di un altrettanto caotico centro commerciale. Mi aspettavo la solita infornata di teenager goderecci e urlanti alle prese con il boogeyman di turno.
Non mi sbagliavo. Ma neppure ci avevo azzeccato in toto...
Questa volta, la carne da macello (in fuga dopo una rapina), viene "amorevolmente" accolta da una famiglia di cannibali capeggiata da un gerarca nazista. Il corollario di indicibili torture che segue comprende quasi tutto il repertorio conosciuto... e si spinge oltre...
Sostenuto da un intreccio non così sciatto come ci si potrebbe aspettare, il film di Xavier Gens rimastica con sapienza le suggestioni di Eli Roth e Tobe Hooper, integrandole con l'ultraviolenza schizoide tipica delle produzioni - estreme - transalpine (chi ha detto Irreversible e Dobermann?).
C'è qualcosa di malato in questi 96 minuti da incubo. Qualcosa che infastidisce come non accadeva da tempo. La fotografia fredda e viscerale, i chiari riferimenti alle sommosse nelle banlieu, gli azzeccatissimi interpreti, la regia precisa e puntuale... tutto sembra confluire in un micidiale cazzottone allo stomaco che lascia indolenziti anche dopo aver premuto il tasto eject del lettore.
Vedere per credere...
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